Molti arrivano a Cava de' Tirreni di passaggio, diretti verso la Costiera Amalfitana o verso Salerno, e si accorgono solo dopo che la città merita tempo proprio. La valle metelliana, chiusa tra i Monti Lattari e le colline che la separano dall'agro nocerino, ha un centro storico raccolto, un'abbazia millenaria e una corona di frazioni collinari che si scoprono a piedi o con brevi spostamenti in auto. Due giorni bastano per conoscerla con calma, senza correre.
Primo giorno: il borgo porticato e il Duomo
Il cuore della città è il Borgo Scacciaventi, la parte più antica del centro, attraversata da Corso Umberto I. Qui le case si appoggiano su una lunga sequenza di portici, che accompagnano chi cammina per centinaia di metri. Il borgo nacque come una fila di botteghe lungo l'antica via che attraversava la valle e crebbe tra Trecento e Quattrocento, quando Cava divenne il centro commerciale della zona. Ancora oggi i portici sono il luogo della passeggiata, degli acquisti e delle soste al riparo dal sole o dalla pioggia, e lo sguardo corre sui palazzi con facciate barocche, portali in pietra e cortili interni.
Poco oltre si apre Piazza Duomo, con la Concattedrale di Santa Maria della Visitazione. La sua storia è legata a un passaggio decisivo per la città: nel 1513 fu istituita la diocesi di Cava, che segnò l'autonomia della comunità dall'abbazia benedettina, e nel 1517 si avviarono i lavori della nuova cattedrale, completata nel 1587. All'interno si trova l'altare dedicato a Sant'Adiutore, figura molto sentita dai cavesi. Conviene entrare con calma e poi tornare sul corso nel tardo pomeriggio, quando i portici si animano.
Secondo giorno: la Badia della Santissima Trinità
La mattina del secondo giorno è per l'Abbazia della SS. Trinità, nella frazione di Corpo di Cava. La sua origine risale al 1011, quando Sant'Alferio Pappacarbone, nobile salernitano formatosi a Cluny, si ritirò a vita eremitica sotto la grande grotta Arsicia, ai piedi del Monte Finestra. Attorno a lui si raccolsero presto dei discepoli, e dall'eremo nacque un monastero che nel corso dei secoli avrebbe esteso la propria influenza su centinaia di chiese e priorati del Mezzogiorno.
Il complesso sorge in un punto raccolto, tra la roccia e il torrente Selano, e si visita in silenzio. All'interno, accanto all'altare, si raggiunge la grotta che fu rifugio di Alferio. L'abbazia custodisce anche un archivio e una biblioteca di grande valore storico. Prima di andare verificate sui canali ufficiali dell'abbazia i giorni e gli orari di apertura, che possono variare con le celebrazioni. Dal centro sono circa quattro chilometri di strada in salita, tra boschi e case sparse.
Il Castello di Sant'Adiutore e il Monte Castello
Nel pomeriggio si può salire al Castello di Sant'Adiutore, sul Monte Castello, anch'esso a circa quattro chilometri dal centro. Le sue origini sono incerte e collocate prima dell'anno Mille, quando serviva a controllare le strade verso Salerno; nel 1110 fu acquistato dal monastero della Trinità. Distrutto più volte, l'ultima nel 1943, e poi restaurato, è diventato un simbolo della città. Da qui, ogni anno durante la festa del Santissimo Sacramento, si rinnova la benedizione della città accompagnata dai fuochi d'artificio: per date e programma consultate il sito del Comune di Cava de' Tirreni. Il panorama sulla valle, soprattutto al tramonto, ripaga la salita.
Le frazioni collinari
Cava non è solo il centro. Il territorio comunale è disseminato di frazioni, da Corpo di Cava a Dupino, da Passiano a Santi Quaranta, da Sant'Arcangelo a San Martino, ognuna con la sua chiesa, le sue piazzette e i terrazzamenti coltivati. Percorrerle significa vedere come la città si è sviluppata per nuclei sparsi sulle colline, legati da strade tortuose e sentieri tra boschi e orti. Sono il posto giusto per una passeggiata senza meta precisa, fermandosi dove la vista si apre sulla vallata.
Anche La Torretta bianca si trova su una di queste alture, la collina del Toppo, a circa 298 metri di quota: dalla terrazza lo sguardo abbraccia la vallata metelliana, i Monti Lattari e, nelle giornate limpide, il Vesuvio. È un buon punto di partenza per queste due giornate e per rientrare la sera lontano dal traffico.
Vivete Cava de' Tirreni dalla collina del Toppo
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